di Saverio Colonna (Direttore Spine Center Project srl)
Cinque anni dopo, il caso Vianello continua a essere evocato come prova della pericolositร dellโosteopatia. Ma i dati scientifici raccontano una storia diversa: il rischio di eventi gravi รจ estremamente basso e dipende dalla formazione, non dalla professione.
Il servizio andato in onda su Le Iene il 5 novembre 2025, dal titolo โOsteopatia e rischio: il caso Vianello, cinque anni dopoโ, ha riacceso un dibattito che merita di essere riportato su basi scientifiche. Il grave evento cerebrovascolare che seguรฌ a una manipolazione cervicale fu drammatico, ma un caso singolo non puรฒ diventare paradigma di unโintera disciplina.
Le revisioni piรน recenti (Brown & Lehman, Chiropr Man Ther, 2025; Pankrath et al., Pain Physician, 2024; Leung et al., Musculoskelet Sci Pract, 2025) confermano che il rischio di eventi gravi รจ rarissimo. Gli autori sottolineano che, nella maggior parte dei casi riportati, la dissezione arteriosa sia veretebrale che carotidea, era giร in atto prima della manipolazione: lโatto manuale รจ spesso solo lโultimo evento di una catena patologica preesistente.
La revisione giuridica di Brown & Cooperstein (J Contemp Chiropr, 2025) ricorda come il Board del Connecticut, in materia di consenso informato, abbia classificato tale rischio come not likely, cioรจ improbabile ma teoricamente possibile. Tradotto: da comunicare in modo trasparente, ma senza allarmismo.
La meta-analisi di Pankrath, che ha incluso 14 studi randomizzati su manipolazioni cervicali eseguite da chiropratici, fisioterapisti e osteopati, non ha registrato alcun evento avverso grave. Gli effetti osservati sono stati lievi e transitori โ rigiditร , dolore locale, cefalea passeggera โ con frequenza simile ai gruppi di controllo.
Lo studio di consenso internazionale di Leung et al (2025), che ha coinvolto esperti di diverse discipline, ribadisce un concetto cruciale: la sicurezza non dipende dal titolo dellโoperatore, ma da tre fattori โ formazione, selezione del paziente e tecnica utilizzata.
In altre parole, la manipolazione cervicale non รจ una โtecnica osteopaticaโ in senso esclusivo: la utilizzano anche fisioterapisti, chiropratici e medici. Parlare di โmanovra dellโosteopataโ รจ quindi un errore concettuale prima ancora che scientifico.
Altro punto spesso ignorato: non esiste ad oggi alcun test clinico in grado di prevedere con certezza chi svilupperร una dissezione arteriosa. Gli studi di Hutting et al. (Man Ther, 2013), Thomas et al. (Phys Ther Theory Pract, 2020) e Chaibi & Russell (BMC Musculoskelet Disord, 2019) mostrano che i test vascolari tradizionali hanno bassa sensibilitร e specificitร .
In pratica, non servono a identificare i soggetti a rischio e non possono essere usati come screening preventivo. Anche lโidea di sottoporre lโintera popolazione a esami strumentali (Doppler, RMN o angio-TC) รจ infondata: gli eventi sono troppo rari per giustificare indagini di massa.
A fronte di questa evidenza, continuare a usare il โcaso Vianelloโ come prova della pericolositร della manipolazione cervicale significa travisare il metodo scientifico. I grandi studi epidemiologici (Cassidy, Spine, 2008; Whedon, Chiropr Man Ther, 2015) non mostrano alcun aumento significativo del rischio di stroke nei pazienti trattati con manipolazioni rispetto a quelli visitati da medici per dolori cervicali o cefalee non ancora diagnosticate.
Il punto vero oggi non รจ โseโ la manipolazione sia pericolosa, ma come viene insegnata, valutata e integrata nella pratica clinica. Lโidea di un consenso informato come mero atto difensivo รจ ormai superata: informare il paziente significa costruire fiducia, non paura. Riconoscere rischi rari non indebolisce una professione, la rende piรน matura.
Ciรฒ che invece va condannato senza mezzi termini รจ la spettacolarizzazione della manipolazione cervicale sui social. Video in cui si esibiscono โcrackโ rumorosi come spettacolo da intrattenimento banalizzano un atto clinico complesso e creano un danno culturale, oltre che dโimmagine, a tutta la terapia manuale. Chi trasforma un gesto terapeutico in show ne svuota il senso e ne compromette la credibilitร .
La scienza non chiede negazione del rischio, ma proporzione. Ogni atto terapeutico โ dal farmaco alla chirurgia โ comporta un margine di rischio, che va gestito con competenza e trasparenza.
La terapia manuale, e lโosteopatia in particolare, non fanno eccezione: devono basarsi su evidenze, linee guida e formazione continua. Peraltro, la manipolazione cervicale รจ solo una delle molte tecniche manuali usate per affrontare disfunzioni muscoloscheletriche del rachide cervicale e delle spalle. In ambito osteopatico, la tendenza attuale รจ quella di una progressiva ridefinizione biomeccanica e funzionale, che privilegia approcci miofasciali indiretti e graduali, personalizzati sul paziente.
Ridurre tutto alla โmanovra ad alta velocitร โ (high-velocity low-amplitude thrust manipulation – HVLA) รจ una caricatura: nella pratica clinica, questo tipo di manipolazione รจ solo una frazione dellโintervento terapeutico che non sempre viene attuato.
Lโerrore piรน grave sarebbe lasciare che la paura sostituisca la conoscenza. In un contesto in cui lโosteopatia รจ ormai una professione sanitaria riconosciuta, la responsabilitร รจ doppia: garantire sicurezza, ma anche difendere la pratica clinica da narrazioni emotive e semplificazioni mediatiche.
Il caso Vianello merita rispetto umano e riflessione professionale, non strumentalizzazione.
Rendere il dibattito maturo, fondato su dati e proporzione, รจ lโunico modo serio per tutelare i pazienti e la dignitร delle professioni sanitarie che, ogni giorno, lavorano con le mani e con la testa.
